VACANZE IN ITALIA E VACCINAZIONI IN STATI TERZI: ECCO COSA STABILISCE LA NORMATIVA ITALIANA VIGENTE

GREEN PASS – LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19: COSA É?

Come molti di noi sanno, in Italia dal 6 agosto 2021 sarà obbligatorio esibire il Green Pass – la Certificazione Verde Covid-19 – per accedere ai luoghi ed agli eventi che sono presenti sul territorio.

Per esempio, i servizi per la ristorazione, gli spettacoli aperti al pubblico, le competizioni sportive, i musei, le mostre, le piscine, le palestre, gli sport di squadra, i centri benessere e molto altro ancora richiederanno di esibire la certificazione.

La maggior parte dei cittadini italiani che ha ricevuto la prima o/e la seconda dose in Italia, nonché coloro che sono guariti dalla malattia, possono ottenere velocemente il Green Pass (basta seguire dei semplici passaggi) e utilizzarlo ovunque desiderino andare.

MA COME FUNZIONA PER CHI SI É VACCINATO ALL’ESTERO??

Fino a pochi giorni fa, però, non era ancora chiaro come si dovessero comportare tutti i cittadini italiani che hanno avuto l’opportunità di vaccinarsi all’estero, in particolare fuori dall’Unione Europea, e che volessero tonare in Italia per trascorrere le proprie vacanze estive in serenità.

Per chiarire ogni dubbio, il 30 luglio 2021 il Ministero della Salute ha emesso un documento ufficiale in cui stabilisce che le certificazioni vaccinali e quelle di guarigione rilasciate dagli Stati terzi (quindi anche quelli al di fuori dell’Unione Europea) hanno la stessa validità della Certificazione Verde Covid-19, purché presentino determinate caratteristiche.

Per quanto riguarda le certificazioni vaccinali, esse devono contenere ALMENO le seguenti informazioni:

  • dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita);
  • dati relativi al vaccino (denominazione e lotto);
  • data/e di somministrazione del vaccino;
  • dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria).

Per essere riconosciute, le certificazioni di vaccinazione – in formato cartaceo e/o digitale – devono essere redatte in italiano, inglese, francese o spagnolo, altrimenti sarà necessario accompagnare il documento con una traduzione giurata.

Inoltre, esse devono riportare uno dei vaccini che, ad oggi, sono accettati in Italia e autorizzati da EMA, ossia Comirnaty (Pfizer-BioNtech); Spikevax (Moderna); Vaxzevria (AstraZeneca); o Janssen (Johnson & Johnson).

Per quanto riguarda, invece, le certificazioni di guarigione, esse devono contenere ALMENO le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita);
  • le informazioni sulla precedente infezione da SARS-CoV-2 del titolare, successivamente ad un test;
  • l’esito positivo (data del primo tampone positivo);
  • i dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria).

 

Per essere riconosciute, le certificazioni di guarigione, in formato cartaceo e/o digitale, devono essere accompagnate da una traduzione giurata.

 

Insomma, la notizia inoltrata dal Governo consente a tutti i cittadini italiani provenienti dall’estero di tirare un grande sospiro di sollievo e procedere con i preparativi per il loro viaggio verso la “madre patria”.

E GLI ITALIANI CHE SI SONO VACCINATI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI?

Una grande fetta di italiani che si sono vaccinati in uno Stato terzo non facente parte di dell’Unione Europea risiede negli Emirati Arabi Uniti.

Sin dall’inizio del 2021, gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto una campagna vaccinale efficace, che la popolazione ha accolto con interesse ed entusiasmo.

Per molto tempo, insieme a Israele, è stato il Paese che, in proporzione ai suoi abitanti, vaccinava di più in assoluto, anche grazie agli accordi stipulati con le diverse case farmaceutiche produttrici.

 

Sebbene siano stati somministrati vaccini differenti, una buona parte della popolazione ha ricevuto le due dosi del vaccino cinese Sinopharm, ancora oggi non riconosciuto dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali), sebbene sia stato autorizzato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Pertanto, al momento, i cittadini italiani che hanno ricevuto il vaccino Sinopharm non potranno convalidare la certificazione vaccinale e dovranno sperare che qualcosa cambi nel più breve tempo possibile.

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