EXPO 2020: LA NUOVA SFIDA DI DUBAI NEL POST PANDEMIA

 

Gli Emirati Arabi Uniti si preparano ad ospitare milioni di persone con l’inaugurazione di Expo 2020 Dubai, in totale sicurezza e ponendo al centro un tema molto sensibile ai giorni nostri: la sostenibilità.

Quando inizia l’EXPO?

A cinque mesi dall’apertura di Expo 2020 Dubai (1° ottobre 2021 – 31 marzo 2022), gli Emirati Arabi Uniti sono pronti ad accogliere il mondo e dare un forte segnale di speranza all’intera umanità. Negli ultimi cinquant’anni la città di Dubai ha dimostrato più volte la sua capacità di costruire ponti tra culture differenti, mitigare le crisi internazionali e affrontare le sfide globali che il futuro ci presenta.

 

Non sorprende, infatti, che pochi giorni fa abbia ricevuto l’ok da parte di tutti i Paesi partecipanti a Expo 2020, non solo per le sue ambizioni, anche per la sua preparazione a ospitare il più grande evento globale organizzato dall’inizio della pandemia.

 

Più di cento anni fa la diffusione della spagnola e lo scoppio della Prima guerra mondiale impedirono lo svolgimento dell’Esposizione Universale (così veniva chiamato allora), al punto che venne presa la decisione di sospendere l’evento per diversi anni.

 

Oggi, nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi tempi, Dubai è pronta a spalancare le sue porte al mondo e incarnare quello spirito di perseveranza e fiducia che, durante tutta la pandemia, non ha mai abbandonato e che la porta, insieme a tutte le altre città degli Emirati Arabi Uniti, in prima linea nella battaglia contro la diffusione del virus covid-19.

 

Dalla sicurezza alla logistica, dalla gestione alle misure rigorose adottate per proteggere la salute dei visitatori e dei lavoratori, le autorità e gli organizzatori si sono impegnati al massimo per consentire a Expo 2020 Dubai di essere la meta di milioni di persone provenienti da tutto il mondo, che desiderano partecipare alla realizzazione di una nuova epoca post-pandemia.

Come sará Expo 2020?

Expo 2020 Dubai promette anche di diventare un punto di riferimento per l’innovazione, in quanto i Paesi sono tenuti a mostrare progetti e idee basati su temi legati all’opportunità, al cambiamento e alla sostenibilità, e volti a reinventare il modo di vivere dell’essere umano.

Ciò può essere osservato, per esempio, nel padiglione italiano, il quale ha deciso di unire l’innovazione alla necessità di arginare lo spreco alimentare, proponendo degli esempi di “architettura circolare”.

Cos’é il modello circolare?

Il modello circolare garantisce che le risorse vengano reimmesse nell’economia dopo il loro utilizzo, al posto di essere “sprecate” e/o “distrutte”.

Nella costruzione del padiglione, l’Italia ha impiegato cibo e materiale di scarto (come le bucce d’arancia essiccate, il caffè macinato, le alghe e la plastica riciclata) per offrire ai suoi visitatori un’esperienza creativa e, allo stesso tempo, costruttiva ed ecologica.

Inoltre, i progettisti hanno previsto che gli elementi usati per costruire la struttura vengano trasformati in compost o riciclati ulteriormente una volta concluso l’evento.

Non c’è da stupirsi, infatti, che il tema del padiglione sia “La bellezza unisce le persone”, in cui l’estetica si manifesta attraverso dei canali sostenibili e naturali.

L’approccio circolare è presente in Italia già da un po’ di tempo

Per esempio, nel 2019, in occasione del 40° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli svoltosi a Rimini, vennero usate le bucce d’arancia per realizzare dei bicchieri di “bioplastica”, grazie a un macchinario fornito dello studio di architettura CRA (Carlo Ratti Associati) in collaborazione con l’azienda energetica italiana Eni: mentre nel bar veniva spremuto il succo d’arancia per i clienti, il macchinario raccoglieva le bucce, le macinava e le asciugava, fornendo poi una polvere che veniva utilizzata dalla stampante 3D per costruire i bicchieri.

 

In un mondo che è sempre in costante movimento, gli Emirati Arabi Uniti sono emersi come Paese modello per il progresso e l’avanzamento tecnologico.

Expo 2020 Dubai ne è la prova vivente, in quanto non solo garantisce un ambiente sicuro e protetto, ma fornisce anche delle soluzioni che possono migliorare la vita delle persone e incidere positivamente sul benessere del pianeta.

 

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