REATO DI DIFFAMAZIONE NEGLI EMIRATI ARABI UNITI: COME FUNZIONA?

 

 

Negli ultimi anni gli Emirati Arabi Uniti sono stati i protagonisti di diversi casi di diffamazione che hanno fatto notizia in tutto il mondo.

Quali sono questi casi?

La maggior parte di essi erano legati all’utilizzo dei social media.

Secondo la legge emiratina, i commenti dispregiativi e diffamatori pubblicati sui social media sono comparabili a quelli presenti su qualsiasi altro mezzo di comunicazione, come giornali, libri o riviste.

Data la natura informale dei social media, spesso gli autori non si rendono conto dell’impatto che possono avere le parole.

Il rischio che corrono e i danni che possono causare sono addirittura superiori rispetto agli strumenti tradizionali, per via dell’ampio pubblico che possono raggiungere in pochissimo tempo.

Che cosa si intende per “diffamazione”?

La diffamazione è l’atto di prendere di mira e accusare impropriamente una persona o un’organizzazione, con l’intenzione di danneggiare la sua reputazione.

Essa può essere di due tipi:

  • la calunnia, ossia la dichiarazione ingiuriosa comunicata verbalmente;
  • la diffamazione vera e propria, ossia la dichiarazione ingiuriosa in forma scritta.

La calunnia è una dichiarazione falsa diffusa da una persona come se fosse vera, spesso dovuta a sentimenti di frustrazione, odio e rabbia.

Nella calunnia rientrano, per esempio, le storie raccontante, ma non dimostrate, su un collega che ruba qualcosa dall’ufficio, oppure su un coniuge, con l’intenzione di danneggiare la sua relazione sentimentale.

Di norma, la diffamazione è una dichiarazione scritta, ma comprende anche molto altro, come le insegne, i cartoni animati, le fotografie e persino l’esposizione di statue.

La diffamazione non è un reato civile, bensì penale

Negli Emirati Arabi Uniti la diffamazione rientra nel diritto penale, non nel diritto civile come nella maggior parte dei Paesi del globo.

Ai sensi della legge federale n° 3 del 1987, in particolare dall’articolo 371 al 380, è possibile presentare una denuncia penale per diffamazione contro un individuo o un’organizzazione.

La legge stabilisce, infatti, che qualsiasi individuo od organizzazione deve astenersi dal fare dichiarazioni che potrebbero avere un effetto dannoso sulla persona o sull’organizzazione a cui si rivolgono.

 

Per presentare un’accusa di diffamazione, devono essere soddisfatti tutti e tre gli elementi del reato di diffamazione:

  • deve esistere una dichiarazione falsa o diffamatoria;
  • la dichiarazione deve essere rilasciata davanti a una terza parte (quindi un testimone), in maniera verbale o per iscritto;
  • la dichiarazione deve aver causato dei danni di qualsiasi misura.

 

In assenza di uno degli elementi sopraelencati, il merito della denuncia potrebbe essere compromesso.

In una delle sue sentenze, la Corte di Cassazione ha stabilito che le dichiarazioni diffamatorie sono fatte con l’intenzione di esporre qualcuno al rischio di punizione, umiliazione o disprezzo pubblico, e ha aggiunto, in un momento successivo, che anche una semplice critica potrebbe essere considerata diffamatoria se supera i “limiti normali” o colpisce l’onore della persona diffamata.

Gli autori ritenuti responsabili ai sensi del Codice penale possono aspettarsi una pena detentiva fino a due anni o una multa fino a 20.000 dirham (AED).

Inoltre, se la dichiarazione viene fatta contro un pubblico ufficiale o colpisce l’onore familiare di una persona, la gravità della punizione può aumentare notevolmente.

Sebbene la diffamazione rientri nel diritto penale, il denunciante può presentare istanza di risarcimento danni.

La diffamazione tramite i social media

In tempi recenti, i social media sono diventati sempre più importanti nel contesto della legge sulla diffamazione. Succede spesso, infatti, che le persone sfoghino la propria insoddisfazione online, senza considerare affatto gli effetti della loro esposizione.

Non importa quanto banale possa sembrare una dichiarazione, può avere comunque delle conseguenze “drammatiche”.

Ai sensi dell’articolo 20 della legge sui crimini informatici, è un reato:

 

  • insultare gli altri o mettere gli altri in situazioni che potrebbero sottoporli a punizione, umiliazione o disprezzo pubblico;
  • utilizzare reti di computer, mezzi elettronici o social media per denigrare gli altri.

Se una persona viene giudicata colpevole ai sensi dell’articolo 20, può aspettarsi una pena detentiva e una multa compresa tra i 25.000 e i 500.000 AED.

Se non si è cittadini degli Emirati Arabi Uniti, ci si può aspettare l’espulsione dal Paese.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 39 della stessa legge, è vietato a qualsiasi proprietario di sito Web o amministratore di gruppo archiviare, nascondere, fornire e distribuire qualsiasi contenuto illegale.

 

Ecco alcuni punti chiave che bisogna sapere sull’utilizzo dei social media negli Emirati Arabi Uniti:

  • la diffamazione negli Emirati Arabi Uniti è un reato penale e se si verifica su una piattaforma di social media o qualsiasi altro mezzo elettronico, viene processata ai sensi della legge sui crimini informatici (e, quindi, può portare a punizioni severe);
  • gli individui devono comprendere la responsabilità e i rischi associati all’uso dei social media negli Emirati Arabi Uniti (e, quindi, devono essere diligenti prima di fare commenti diffamatori o dispregiativi di qualsiasi natura, riferiti, per esempio, alla religione, ai funzionari pubblici, alla razza o alla famiglia);
  • tutte le aziende che operano negli Emirati Arabi Uniti dovrebbero modificare e aggiornare le proprie politiche di utilizzo di Internet: le regole e gli obblighi relativi ai social media devono essere specificatamente menzionati e delineati, cosicché anche i dipendenti possano comportarsi nella maniera corretta;
  • gli amministratori e proprietari dei siti Web, dei gruppi presenti sui social media e dei gruppi di messaggistica istantanea (come WhatsApp) devono garantire tutte le misure necessarie per un monitoraggio efficace e, nel caso, intraprendere delle azioni legali se entrano a conoscenza di dichiarazioni diffamatorie.

Possiamo dire, quindi, che gli Emirati Arabi Uniti hanno una politica di tolleranza zero nei confronti della diffamazione e il crimine informatico.

Diversi expat (“espatriato”) che possiedono la residenza fiscale nel Paese sono stati espulsi dal Paese proprio per i loro commenti o post – soprattutto contro la religione musulmana – pubblicati sui vari social media.

Dunque, se vogliamo visitare o addirittura vivere negli Emirati Arabi Uniti, dobbiamo sempre ricordarci che nessuno può insultarci, nemmeno sui social media, e che dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo e scriviamo. Sempre.

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