LEGGE DELLA SHARIA: ISLAM E DUBAI, LE NUOVE NORMATIVE

Gli Emirati Arabi Uniti sono un Paese islamico e, come tale, prevede l’applicazione della legge della Sharia.

La Sharia, non é di facile comprensione da parte dei popoli occidentali e può apparire in netta contraddizione con lo stile di vita di Dubai.Vivere a Dubai

Tuttavia si estende a tutti (cittadini, residenti e turisti).

Prima di entrare negli Emirati Arabi Uniti, dobbiamo informarci bene sulle norme in vigore, perché alcuni atti, che in molte giurisdizioni sono ampiamente accettati, sono considerati dei crimini molto gravi e possono essere perseguiti penalmente.

Ma quali sono questi atti considerati illegali dalla Sharia?

Alcuni sono per esempio:

  • l’insulto diretto
  • il consumo di alcolici in assenza di una licenza
  • l’omosessualità

 

Nonostante la presenza della legge islamica, il Governo degli Emirati Arabi Uniti sta iniziando ad adottare delle normative che rispecchiano le esigenze della sua popolazione.

 

Una cittadinanza che é composta per l’85% da expat (“espatriati”) e da più di 200 nazionalità diverse.

 

Negli ultimi mesi sono state approvate due leggi fondamentali che interessano le dinamiche familiari:

  1. la convivenza tra persone non sposate
  2. la maternità per donne non spostate

Ma com’era applicata la Sharia prima negli Emirati Arabi Uniti?

Fino a poco tempo fa una coppia non sposata non poteva vivere sotto lo stesso tetto, era infatti assolutamente illegale.

Se la convivenza fosse stata scoperta dalle autorità, sarebbe andata incontro a delle sanzioni pesanti e sarebbe stata persino denunciata.

 

Da novembre 2020  invece il Governo consente a due persone non sposate di convivere e, quindi, di avere dei rapporti sessuali consensuali.

 

Non solo, da qualche settimana le donne nubili che rimangono incinte negli Emirati Arabi Uniti non devono più lasciare il Paese per abortire o sposarsi.

 

In precedenza, le donne non sposate che rimanevano incinte venivano arrestate, oppure dovevano optare per un matrimonio riparatore.

 

Molte lavoratrici che non avevano la possibilità economica di andarsene o tornare nel proprio Paese d’origine erano costrette a partorire in segreto ed allevare i propri figli di nascosto.

 

Così facendo, non potevano ottenere un certificato di nascita:

questo viene di solito rilasciato alle coppie sposate almeno 180 giorni prima dell’arrivo del bambino e senza non si ha diritto all’assistenza sanitaria e all’istruzione.

Ora invece, è necessario solo:

  • un certificato ospedaliero che confermi la nascita
  • un modulo di domanda con le firme della madre e del padre.

 

Sicuramente, entrambe le normative sono dei piccoli grandi passi verso una legislazione più “aperta e progressista”, che mira a rispettare i bisogni della propria popolazione.

 

Habib Al-Mulla, avvocato di Dubai e consigliere per le leggi federali negli Emirati Arabi Uniti, ha affermato:

“Gli Emirati Arabi Uniti hanno una visione: vogliono diventare un modello nella regione per una società liberale e tollerante, in cui le persone di etnie e religioni diverse possano convivere pacificamente”.

Adesso non ci resta che aspettare per vedere le straordinarie novità che il Paese ci riserverà per il futuro.

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