La campagna vaccinale a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti

La campagna vaccinale a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti – #TogetherWeRecover è iniziata da un paio di mesi.

Campagna vaccinale degli Emirati Arabi Uniti

Ad oggi, 11 marzo 2021, sono state somministrate più di sei milioni di dosi di vaccino Covid-19 negli Emirati Arabi Uniti, un numero altissimo considerato l’andamento delle vaccinazioni nel mondo. Ciò ha permesso a questa Nazione di diventare il secondo Paese con il maggior numero di vaccinati presenti sul territorio (circa il 22% della popolazione), preceduto solamente da Israele. Il Ministero della Salute punta a raggiungere il 70% entro la fine dell’anno, in modo tale da ridurre il più possibile i casi da Covid-19 e raggiungere l’immunità di gregge.

Negli Emirati Arabi Uniti la vaccinazione non è obbligatoria, tuttavia, sia i cittadini che i residenti stanno rispondendo bene alla campagna vaccinale portata avanti dal Governo.

Il farmaco viene somministrato gratuitamente, in ospedale o tramite una rete di 120 centri dedicati. Al momento il Ministero della Salute dà la precedenza alle persone con più di sessant’anni di età e a quelle che sono affette da patologie croniche.

Ciononostante, tutti possono fare domanda, ad eccezione di alcune categorie:

  • le madri che allattano;
  • le donne incinte;
  • i minorenni;
  • coloro con una malattia da immunodeficienza;
  • coloro che sono allergiche a qualsiasi vaccino, cibo, medicinale o sostanza;
  • coloro che portano un’adrenalina auto-iniettabile;
  • le donne che pianificano una gravidanza nel prossimo futuro (3 mesi dalla data di assunzione del vaccino).

Per richiedere l’appuntamento, i passaggi sono i seguenti:

  • bisogna registrarsi tramite l’app DHA (Dubai Health Authority) o chiamare il numero 800342;
  • in alternativa prenotarsi dalla app SEHA per poter accedere ai vari centri Drive Through Center situati in numerose location ben distribuite;
  • se si soddisfano i criteri, si riceverà un messaggio SMS con tutte le istruzioni e i suggerimenti da seguire;
  • il giorno dell’appuntamento, una volta arrivati sul posto, il centro controllerà i segni vitali e si riceverà la prima dose del vaccino;
  • bisognerà aspettare per circa 20 minuti dopo aver ricevuto il vaccino (per eventuali effetti collaterali)
  • si riceverà un altro messaggio SMS 15 minuti dopo aver terminato la vaccinazione (l’SMS fornirà i dettagli del certificato di vaccinazione e la data e ora dell’appuntamento per la seconda dose, che avviene dopo 21 giorni).

Attualmente i vaccini Covid-19 presenti negli Emirati Arabi Uniti sono 4:

  • Sinopharm,
  • Pfizer-BioNTech,
  • Sputnik V
  • AstraZeneca.

Il vaccino Sinopharm, appartenente al gruppo farmaceutico nazionale cinese, è quello maggiormente disponibile e utilizzato. Il metodo della sua somministrazione è quello tradizionale, che prevede il virus inattivato con l’aggiunta di una sostanza adiuvante (l’idrossido di alluminio) volta a innescare una reazione da parte del sistema immunitario (si tratta della stessa tecnica con cui vengono realizzati altri vaccini, come quello contro la poliomielite, la rabbia, l’epatite A). La somministrazione, come anticipato in precedenza, avviene in due dosi a circa 21 giorni l’una dall’altra, mentre la copertura si raggiunge dopo due settimane dalla seconda inoculazione. I diversi centri dedicati alle vaccinazioni sono aperti 6 giorni su 7, alcuni anche 24 ore su 24. L’unico giorno di chiusura è il venerdì, nel quale i musulmani si recano alla moschea per le preghiere pubbliche chiamate Jumuʿa (in arabo جمعة) (in poche parole, è simile alla nostra domenica).

Gli Emirati Arabi Uniti, grazie ai molteplici accordi con le case farmaceutiche, hanno a disposizione una quantità elevatissima di dosi vaccinali. Solo così, secondo il Governo, è possibile garantire un una rapida somministrazione ai suoi abitanti. Nelle ultime settimane si è diffusa la notizia che molti stranieri si sarebbero recati negli Emirati Arabi Uniti per vaccinarsi, eppure, non esistono prove a riguardo: il Governo ha la priorità assoluta di vaccinare i cittadini e i residenti degli Emirati Arabi Uniti, così da riuscire a raggiungere l’immunizzazione del Paese il prima possibile. Pertanto, è troppo prematuro ipotizzare che gli Emirati Arabi Uniti possano diventare una meta di “turismo vaccinale” in futuro, sebbene le infrastrutture siano in grado di sostenere un’attività di questo tipo.

Quando sarà possibile ritornare alla normalità? 

Campagna vaccinale degli Emirati Arabi Uniti

In realtà è già presente una sorta normalità, che possiamo definire come new normality (nuova normalità).  Gli Emirati Arabi Uniti non hanno mai chiuso, tranne per un breve periodo di lockdown e di coprifuoco, perché il Governo ha sempre cercato di minimizzare l’impatto negativo sull’economia, permettendo agli esercizi commerciali e ai ristoranti di continuare a operare, benché non abbia mai smesso di tutelare la salute della popolazione. Infatti, ancora oggi sono presenti delle restrizioni:

  • il numero dei posti nei cinema, centri sportivi e luoghi di intrattenimento è stato ridotto del 50%;
  • la capienza nei centri commerciali (shopping mall), hotel, piscine e spiagge private delle strutture alberghiere è stata limitata al 70%;
  • i ristoranti hanno l’obbligo di chiudere all’una di notte.
  • la didattica è in parte a distanza e in parte in presenza (sebbene dal 14 febbraio si stia tornando gradualmente in aula tanto nelle scuole, quanto nelle università).

Per quanto riguarda il turismo, invece, Dubai è di nuovo aperta ai visitatori già da numerosi mesi. Tuttavia, i passeggeri provenienti dall’estero che desiderano recarsi a Dubai possono imbarcarsi solamente se in possesso di un referto che attesti la negatività di un tampone molecolare eseguito non oltre 72 ore prima della partenza, mentre all’arrivo non verrà imposta alcuna quarantena.

Per coloro che arrivano da determinati Stati stabiliti dal Governo sarà, tuttavia, obbligatorio sostenere un altro tampone molecolare all’aeroporto internazionale di Dubai.

In Europa è incominciato un dibattito sulla possibilità di creare un passaporto vaccinale, o comunque un documento che attesti l’immunità, al fine di permettere alle persone di circolare in sicurezza e liberamente fuori dal proprio Paese. Anche negli Emirati Arabi Uniti il Governo ha iniziato a muoversi in quella direzione: Emirates, la compagnia aerea di bandiera, ha stretto un accordo con IATA (International Air Transport Association) per una sorta di travel pass, una piattaforma digitale per condividere informazioni su test ed eventuali vaccini eseguiti. Potrebbe essere un primo passo verso qualcosa di più concreto.

Campagna vaccinale degli Emirati Arabi Uniti

In ogni caso, non bisogna confondere l’essere vaccinati con l’essere esenti dalle precauzioni: nonostante la somministrazione del vaccino, è sempre possibile contrarre il virus (magari in forma più lieve) e diffondere l’infezione.

Pertanto, le autorità governative continuano a ribadire l’importanza di rispettare le misure preventive, che includono indossare la mascherina e mantenere una certa distanza di sicurezza dagli altri.